Blog Gregorio Fisichella, Buona La Prima: wedding filmmaker

Gregorio Fisichella, Buona La Prima: wedding filmmaker

“Qualunque cosa farai amala, come amavi la cabina del Paradiso.”

Era appena un bambino quando suo padre lo prese per mano e gli permise di scoprire il mondo attraverso gli occhi di una cinepresa. E da quel momento il suo sguardo sul mondo è mutato, il modo di cogliere i dettagli, di apprezzare le sfumature, di descrivere le emozioni, quelle che contano.

Insieme a suo padre, per gioco, hanno osservato albe e tramonti, hanno dato valore alle onde del mare immortalandone nel loro eterno oscillare. Insieme hanno trasformato momenti in eternità.

Oggi parliamo di Gregorio Fisichella di “Buona La Prima”, filmmaker e fotografo, professionista stravagante e sensibile. Quest’intervista è stata un piccolo viaggio tra giorni che furono e momenti che, grazie alla sua ‘cinepresa’, mai potranno svanire.
Buona lettura.

Hai sempre voluto fare il filmmaker?

No, da grande volevo fare l’attore. Quest’attività, invece, è nata per gioco. A un matrimonio di amici ho fatto un servizio fotografico, è piaciuto più degli altri e adesso non possono farne a meno!

Cosa è in grado di esprimere una fotografia che un testo non può descrivere?

Io racconto solo matrimoni, il matrimonio è la festa degli innamorati e l’ultima festa cui i genitori possono prendere parte attiva. Sì perché da piccoli c’è sempre mamma o papà o entrambi che organizzano quelle che definiamo ‘cerimonie comandate’ battesimo, comunione, cresima. Mentre il matrimonio è un vero e proprio gioco di squadra e la cerimonia più importante in assoluto.

Il matrimonio è una festa, la sposa non vede l’ora di farsi vedere nell’abito da sposa, non c’è testo che possa esprimere lo sguardo dello sposo che guarda la sposa o il sorriso della sposa quando scende dalla macchina.

È tutto negli sguardi, negli abbracci, la gioia negli occhi delle persone.

Grazie alle foto e ai video riesco a raccontare le emozioni in modo facile.

Ho scelto di essere un videografo di matrimoni perché amo la famiglia, adoro immortalare lo sguardo del papà della sposa quando l’accompagna all’altare, il viso stupito dello sposo quando vede arrivare la donna della sua vita, gli abbracci, i baci, i sorrisi delle persone care. Sì il matrimonio è davvero un giorno indescrivibile a parole.

 

Hai avuto una musa o un maestro che ti ha accompagnato in quest’arte?

Ho due maestri, uno è mio padre, che è stato il primo a trasmettermi questa passione. Nonostante fosse carrozziere, lui amava la fotografia e per lui c’era sempre una buona occasione per fare uno scatto o un filmino.

Mio padre fotografava tramonti, albe e amava il mare, aveva anche una super 8 con cui facevamo i filmini. In realtà sono più videografo che fotografo. Da piccolo mi capitava spesso di rimanere solo, e allora mi sono appassionato di cinema; sono cresciuto con film come “Nuovo Cinema Paradiso”, se chiudo gli occhi riesco ancora a ricordare a memoria la sequenza dei baci dell’ultima scena. E se ripenso a una scena del film “Il Padrino”, Al Pacino muto, in preda alla disperazione sotto una pioggia battente, mi ricordo perché faccio questo mestiere, perché alcune immagini rendono più di mille parole.

“Forrest Gump” è un altro film che mi ha ispirato e che lo fa tuttora, la fiducia negli altri e la meraviglia per il mondo del protagonista, mixati a una ferrea volontà e un coraggio fuori dal comune, rendono questo personaggio per me davvero unico.

C’è poi il mio vero maestro, Enzo Ferreri che ho conosciuto per lavoro nel 2012 ho avuto il piacere di lavorare con lui per due anni, mi ha dato tanto, non tanto a livello tecnico, ma più nel cogliere emozioni che sono veramente difficili da cogliere.

Enzo Ferreri mi ha anche fatto piangere. Mi sgridava sempre, ma adesso capisco il senso e  il valore di ogni sua parola e l’apprezzo. Lui mi ha fatto scoprire la luce-ambiente, come parlavano le emozioni a livello naturale.

Mi dispiace davvero che non c’è più, potevo imparare ancora tanto da lui.

Chi sono i tuoi fotografi di riferimento?

Frank boutounnet, Sebastian Salgado, Steve McCurry.
  

Quali sono gli scatti più belli di un matrimonio?

L’incontro, il lancio del riso, il primo ballo, il ballo con i genitori, il taglio della torta.

Perché l’incontro?
Perché la sposa non vede l’ora di fare vedere il vestito allo sposo. Di svelarsi a lui come se fosse la prima volta.

Il lancio del riso è un momento di gioia, inizia la festa.

E il ballo? La poesia dell’abbraccio tra un padre e una figlia al primo ballo di nozze è qualcosa di indescrivibile.


(credits: Gregorio Fisichella)

Come ti prepari per un servizio fotografico?

Vado.

Cosa ti senti di consigliare a chi deve scegliere un fotografo per il proprio matrimonio?

Devono scegliere una persona seria, che quando si prende un impegno lo rispetti, e che non viva quel giorno come un lavoro, ma come il piacere di stare con loro. Sempre meglio affidarsi a un team. Un singolo fotografo può fare scatti belli, ma potrebbe perdersi dei momenti, una squadra invece, racconterà la storia del matrimonio.

Le nozze non sono un film, che si può ripetere, la sposa esce una volta dalla chiesa, un’unica volta dice sì, un videografo non può permettersi di perdere questi preziosi istanti, e la squadra, lì presente, è in grado di riprendere amici e parenti, le loro emozioni, le espressioni dei loro volti ed è attraverso quelli che si racconterà la storia.

Anche se dovesse accadere un imprevisto, un team è sempre pronto è sempre Buona la Prima!

Wedding reportage o servizio fotografico classico?

Reportage, perché è molto più sincero.

Cosa non dovrebbero mai chiederti gli sposi?

Mi possono chiedere tutto perché è il loro giorno.

Quali consigli daresti agli sposi affinché il loro reportage sia davvero speciale?

Devono stare sereni, affidarsi ai professionisti perché qualsiasi eventuale imprevisto la squadra riuscirà a risolverlo. Piove, le foto si fanno sotto la pioggia, c’è traffico e lo sposo è in ritardo? Nessun timore, si troverà il modo di rendere anche quel momento uno splendido racconto del giorno più bello.

I professionisti sono sempre in grado di risolvere tutto e di trasformare ogni imprevisto in una favolosa opportunità.

Drone sì, drone no?

Drone sì. Perché come nel cinema racconti la storia in maniera più dettagliata. A Hollywood tutti i film più importanti iniziano con riprese aree.

Prematrimoniale sì o no?

No.

Ogni artista ha una propria opera prediletta, la tua?

È inutile raccontartela se la puoi vedere!

 

 

 

3 consigli che daresti ai futuri sposi

  1. Affidarsi a professionisti.
  2. Farsi aiutare dai genitori e dagli amici più cari, non stressarsi nel dare le partecipazioni ma spedirle.
  3. Prima del matrimonio, farsi un mini viaggio insieme per riposarsi.

 

Grazie mille Gregorio.

Gregorio: Grazie a voi! Ma va bene l’intervista?

Blogger Villa Ester: Sì certo è “Buona la Prima”!

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oppure visitate il sito internet http://gregoriofisichella.it/

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